CS Legal - Studio Legale Roma

Notizie


Notizia 26/06/2019

Servizi sociali: non può essere imposto al concorrente il ricorso a contratti di lavoro subordinato per l'impiego nell'appalto di educatori professionali


Con sentenza n. 8321/2019 del 26.6.2019, il Tar Lazio ha annullato il provvedimento di esclusione dalla gara di un operatore economico (assistito dallo studio CS Legal) motivato dal fatto che sarebbero stati utilizzati per l'espletamento dell'appalto educatori professionali con contratto di collaborazione coordinata e continuativa quando invece, a giudizio della stazione appaltante, le caratteristiche dell'appalto imporrebbero il ricorso a rapporti di lavoro subordinato.

Secondo il Collegio, non esiste, innanzitutto, negli atti di gara alcun obbligo a carico del concorrente "che imponga l'adozione di contratti di lavoro subordinato per il personale e, segnatamente, per gli educatori professionali da utilizzare nella realizzazione del progetto".

In ogni caso, l'educatore professionale è figura per la quale sussiste l'obbligo di iscrizione in apposito albo professionale.

Ebbene, ai sensi dell'art. 2 del Jobs Act, la disciplina del rapporto di lavoro subordinato non si applica "alle collaborazioni prestate nell'esercizio di professioni intellettuali per le quali è necessaria l'iscrizione in appositi albi professionali" anche quando sussistano gli indici previsti dallo stesso Jobs Act per l'applicazione del rapporto di lavoro subordinato.

Di qui la conclusione che "alla figura dell'educatore professionale non si applica la disciplina del rapporto di lavoro subordinato prevista dal Jobs Act".






Notizia 04/06/2019

L'inammissibilità del rimedio del ricorso straordinario per cassazione avverso i decreti di liquidazione dei compensi degli ausiliari adottati dal G.A.


Il decreto di liquidazione dei compensi agli ausiliari pronunciato dal giudice amministrativo non è impugnabile con ricorso straordinario per cassazione ex art. 111 Cost.: tale rimedio è consentito, infatti, soltanto avverso le pronunce di contenuto decisorio idonee a incidere in via definitiva sulle posizioni dedotte in giudizio, mentre nel caso in esame è esperibile lo speciale mezzo impugnatorio dell'opposizione di cui all'art. 170 del d.P.R n. 115/2002.

Questo il principio affermato dalla Cassazione in un giudizio in cui era stato proposto ricorso straordinario per cassazione per ottenere l'annullamento di un decreto del Consiglio di Stato di liquidazione dei compensi degli ausiliari (assistiti dallo studio CS Legal).






Notizia 01/06/2019

Autostrada del Brennero: un modello di gestione pubblica locale


Lo studio CS Legal al Festival dell’economia di Trento.

Si è parlato di concessioni autostradali, con particolare riferimento all’affidamento secondo il modello del partenariato pubblico-pubblico dell’autostrada A22 Brennero-Modena.

Qui di seguito il link al comunicato stampa dell’incontro:

https://www.autobrennero.it/it/news-e-media/comunicati-stampa/modello-brennero-la-sfida-dellefficienza-pubblica-_404_idap/




https://www.cslegale.it/public/2019-06-15-29-IMG_0025.jpg




Notizia 23/03/2019

Il CGARS in tema di sorteggio dei componenti della Commissione giudicatrice


Con l'ordinanza n. 216 del 22 marzo 2019, il CGARS ha sospeso l'esecutività della sentenza del Tar Palermo che aveva annullato la gara della Centrale Unica di Committenza della Regione Siciliana per l'affidamento dei servizi integrati di vigilanza per le aziende del sistema sanitario regionale per un presunto vizio dei provvedimenti di sorteggio e di nomina della Commissione giudicatrice.

Il Tar aveva annullato la gara in quanto sarebbe stato sorteggiato e poi nominato dall'UREGA un esperto tecnico che alla data del sorteggio avrebbe dovuto essere escluso dall'Albo per aver rinunciato due volte consecutive a incarichi di commissario.

Il CGARS ha rilevato, innanzitutto, l'errore di fatto in cui è incorso il Tar Palermo. L'esperto che avrebbe rinunciato per due volte consecutive a incarichi non era stato sorteggiato e, di conseguenza, non era stato nominato membro della Commissione giudicatrice; egli era "stato solamente all’interno della terna dalla quale [era] stato sorteggiato (il nominativo di) un (diverso) commissario".

Il CGARS non si è limitato però a rilevare l'errore di fatto, ma ha anche evidenziato l'irrilevanza della presenza di tale soggetto nella terna dei sorteggiabili una volta che il suo nominativo non era stato estratto.

Secondo il CGARS, "anche ammettendosi che ricorresse l’ipotesi di cui all’art. 12, co. 10, del regolamento attuativo della l.r. 12/2011, ovvero che per due volte consecutive avesse rinunciato a far parte di precedenti commissioni (il che è, peraltro, contestato da parte appellante, in ordine al carattere consecutivo di tali rinunce), la circostanza che ciononostante l’Ing. xxxx fosse ancora iscritto all’albo non appare avere avuto incidenza causale sulla gara qui in discussione, tenuto conto dell’esito del sorteggio".

Quanto infine al periculum, il CGARS ha ritenuto sussistente "un pregiudizio grave (non solo per l’aggiudicatario) derivante altrimenti dalla radicale caducazione della gara", con conseguente ripristino degli "effetti degli atti impugnati e, in particolare, dell’aggiudicazione".

C.C.








Notizia 15/01/2019

Il Consiglio di Stato in tema di grave illecito professionale nelle gare d'appalto


In tema di gare d'appalto, si segnala Consiglio di Stato, sez. V, 14.1.2019, n. 291.

Di seguito le massime:

1. L’idoneità del voto sinteticamente espresso in forma numerica a rappresentare in modo adeguato l’iter logico seguito dalla Commissione nell’apprezzamento delle offerte è direttamente proporzionale al grado di specificazione dei criteri allo stesso sottesi, di tal che tanto dettagliata risulta l’articolazione dei criteri e subcriteri di valutazione, tanto più esaustiva ne risulta l’attitudine esplicativa del punteggio. Per tal via, solo quando il giudizio della Commissione non fosse idoneamente delimitato nell’ambito di un minimo e di un massimo, occorre la motivazione discorsiva del giudizio, al fine di rendere in ogni caso comprensibile l'iter logico seguito in concreto nella valutazione delle offerte, ed in particolare di quella tecnica.

2. La valutazione delle offerte tecniche costituisce espressione di un'ampia discrezionalità tecnica, con conseguente insindacabilità del merito delle valutazioni e dei punteggi attribuiti dalla commissione, ove non inficiate da macroscopici errori di fatto, da illogicità o da irragionevolezza manifesta. Sotto tale profilo, non appare rilevante la mera opinabilità dell’operato apprezzamento, non potendo il giudice amministrativo sostituire, in attuazione del principio costituzionale di separazione dei poteri, proprie valutazioni a quelle effettuate dalla stazione appaltante.

3. Per quanto attiene al caso dei gravi illeciti professionali di cui all’art. 80, comma 5, lett. c), l’esistenza di un provvedimento di sequestro penale delle quote non appare integrare alcuna delle fattispecie contemplate dalla predetta disposizione, posto che: a) non prefigura carenze significative nella esecuzione di precedente contratto; b) non concreta tentativo di influenzare indebitamente il processo decisionale della stazione appaltante o di ottenere informazioni riservate ai fini di proprio vantaggio; c) non attiene alla ipotesi delle dichiarazioni false o fuorvianti suscettibili di influenzare le decisioni sull’esclusione, la selezione o l’aggiudicazione e dell’omettere le informazioni dovute ai fini del corretto svolgimento delle procedure di selezione (posto che, nella specie, il sequestro de
quo era successivo alla formalizzazione dell’offerta); d) non integra alcuna delle altre situazioni idonee a porre in dubbio l’integrità o l’affidabilità dell’operatore economico. Del resto, il sequestro preventivo (art. 321 c.p.p.) è una misura cautelare reale che – fermo restando il principio di la presunzione di innocenza di cui all’art. 27 Cost., che informa tutto l’ordinamento penale - realizza la funzione di impedire che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravarne o protrarne le conseguenze, ovvero agevolare la commissione di altri reati. Si tratta quindi di una misura volta ad incidere sui possibili sviluppi di reati già consumati, per evitare gli ulteriori possibili effetti; esso ha, inoltre, una efficacia tendenzialmente provvisoria e rebus sic stantibus, giacché gli effetti del vincolo vengono meno a seguito della sentenza che definisce il giudizio, di qualunque tenore essa sia, di assoluzione, di
condanna o non luogo a procedere. La conclusione è ulteriormente corroborata dall’orientamento dell’ANAC (Deliberazione n. 92/2012), secondo cui “il provvedimento di sequestro non comporta la perdita di idoneità soggettiva alla prosecuzione dell’attività di impresa, e non è ex se idoneo a determinare la decadenza automatica della società dai rapporti giuridici in essere inter partes”.






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