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Approfondimenti tematici


Notizia 19/08/2019

Lo stato di salute della giustizia amministrativa


I fatti più recenti impongono una seria riflessione sullo stato di salute della giustizia amministrativa e sui rapporti tra la p.a. e i privati.

Di qui alcune riflessioni sulle criticità attuali del sistema, che fanno pensare ad un arretramento delle garanzie dei privati rispetto all'azione amministrativa.

C.C.






Notizia 07/10/2018

Decreto legge competizioni sportive


Con il decreto legge n. 115/2018, in vigore da oggi 7.10.2018, sono state introdotte, nel corpo del Codice del processo amministrativo, specifiche disposizioni processuali per le controversie relative ai provvedimenti di ammissione ed esclusione dalle competizioni professionistiche delle società o associazioni sportive professionistiche, o comunque incidenti sulla partecipazione a competizioni professionistiche.

In allegato le principali novità.

Avv. Claudio Cataldi






Notizia 01/10/2018

Decreto legge Genova


In allegato un esame sintetico delle disposizioni principali del decreto legge Genova (d.l. n. 109/2018), con specifico riferimento a quelle che impattano sulla organizzazione e sull'attività delle pubbliche amministrazioni, nonché sulla giustizia amministrativa.

Avv. Claudio Cataldi






Notizia 24/09/2018

La forcella è legittima per la Corte di giustizia


Con la sentenza del 20.9.2018, C-546/16, Montte SL, la Corte di giustizia ha ritenuto legittima la clausola del bando che, nell'ambito di una procedura aperta, stabiliva una soglia minima di punteggio tecnico ai fini dell'ammissione dell'operatore alla successiva fase di valutazione dell'offerta economica.

Il giudice remittente aveva messo in dubbio, per più ragioni, la legittimità comunitaria dell'istituto della forcella:

a) la direttiva 2014/24 sembrerebbe consentire la determinazione di criteri di aggiudicazione dell’appalto che si applicano nelle fasi eliminatorie successive esclusivamente nelle procedure per le quali tale possibilità è espressamente prevista – e non nelle procedure aperte e ristrette – disciplinate da norme che definiscono il loro svolgimento in modo specifico,

b) il sistema di criteri di aggiudicazione dell’appalto operante nelle tappe eliminatorie successive nelle procedure aperte potrebbe poi, in violazione dell’articolo 66 della direttiva 2014/24, ostacolare la concorrenza effettiva qualora l’applicazione delle soglie riduca notevolmente il numero degli offerenti nella fase finale,

c) la soglia eliminatoria impedirebbe, infine, che vengano analizzate e valutate le offerte più competitive in riferimento al prezzo.

La Corte di giustizia ha respinto le suddette argomentazioni.

Secondo la Corte, le amministrazioni aggiudicatrici disporrebbero della libertà di determinare, conformemente alle loro necessità, il livello di qualità tecnica che le offerte presentate devono garantire in funzione delle caratteristiche e dell’oggetto e, dunque, di stabilire una soglia minima che tali offerte devono rispettare da un punto di vista tecnico.

Né un approccio del genere è diretto a limitare il numero di offerte sottoposte alla valutazione basata sul prezzo, atteso che tutte le offerte presentate possono, in linea di principio, soddisfare i suddetti requisiti minimi.

Infine, la circostanza che la direttiva 2014/24 riservi a determinate procedure, come quelle di cui all’articolo 29, paragrafo 6, all’articolo 30, paragrafo 4, e all’articolo 31, paragrafo 5, la possibilità che esse si svolgano in fasi successive non consente di per sé di concludere che una valutazione delle offerte in due tempi, nella sola fase di aggiudicazione dell’appalto, non sia ammissibile nell’ambito di una procedura aperta.







Notizia 05/08/2018

Il carattere eccezionale e tassativo dei casi di annullamento con rinvio della sentenza del giudice di primo grado (art. 105 c.p.a.)


Con la sentenza n. 10 del 30.7.2018, l'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha respinto le tesi volte ad estendere l'applicabilità dell'istituto dell'annullamento con rinvio della sentenza del giudice di primo grado di cui all'art. 105 c.p.a. anche ai casi di erronea declaratoria di irricevibilità, inammissibilità e improcedibilità del ricorso.

L'Adunanza Plenaria ha affermato, alla luce degli approfondimenti svolti sulla natura del giudizio d'appello, i seguenti principi di diritto:

"1. In coerenza con il generale principio dell’effetto devolutivo/sostitutivo dell’appello, le ipotesi di
annullamento con rinvio al giudice di primo grado previste dall’art. 105 Cod. proc. amm. hanno
carattere eccezionale e tassativo e non sono, pertanto, suscettibili di interpretazioni analogiche o
estensive.
2. L’erronea dichiarazione di irricevibilità, inammissibilità o improcedibilità del ricorso di primo
grado non costituisce, di per sé, un caso di annullamento con rinvio, in quanto la chiusura in rito
del processo, per quanto erronea, non determina, ove la questione pregiudiziale sia stato oggetto di
dibattito processuale, la lesione del diritto di difesa, né tanto meno un caso di nullità della
sentenza o di rifiuto di giurisdizione.
3. La violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, anche quando si sia
tradotta nella mancanza totale di pronuncia da parte del giudice di primo grado su una delle
domande del ricorrente, non costituisce un’ipotesi di annullamento con rinvio; pertanto, in
applicazione del principio dell’effetto sostitutivo dell’appello, anche in questo caso, ravvisato
l’errore del primo giudice, la causa deve essere decisa nel merito dal giudice di secondo grado.
4. Costituisce un’ipotesi di nullità della sentenza che giustifica l’annullamento con rinvio al
giudice di primo grado il difetto assoluto di motivazione. Esclusa qualunque rilevanza del
semplice difetto di “sufficienza” della motivazione, tale anomalia si identifica, oltre che nella
mancanza assoluta di motivi sotto l’aspetto materiale e grafico, nel contrasto irriducibile tra
affermazioni inconciliabili, nella motivazione meramente assertiva, tautologica, apodittica oppure
obiettivamente incomprensibile: quando, cioè, le anomalie argomentative sono di gravità tale da
collocare la motivazione al di sotto del “minimo costituzionale” di cui all’art. 111, comma 5,
Cost.
5. La disciplina dei rapporti tra giudice di primo grado e giudice d’appello ha natura
indisponibile, il che implica che, fermo restando l’onere di articolare specifici motivi di appello e il
generale principio di conversione della nullità in motivi di impugnazione, nei casi di cui all’art.
105 Cod. proc. amm., il giudice d’appello deve procedere all’annullamento con rinvio anche se la
parte omette di farne esplicita richiesta o chiede espressamente che la causa sia direttamente decisa
in secondo grado. Viceversa, nei casi in cui non si applica l’art. 105 Cod. proc. amm., la
possibilità per il giudice di appello di pronunciarsi sulla domande o sulle domande non esaminate
in primo grado o erroneamente dichiarate irricevibili, inammissibili o improcedibili, presuppone
necessariamente che, ai sensi dell’art. 101, comma 2, tali domande siano oggetto di rituale
riproposizione, operando, altrimenti, la presunzione di rinuncia stabilita dallo stesso articolo, con
conseguente inammissibilità per difetto di interesse dell’appello proposto senza assolvere all’onere
di riproposizione."

C.C.






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